|
DURA CONDANNA DELL' AICS CONTRO LA VIOLENZA DEI TIFOSI
Il Presidente Nazionale dell'AICS Bruno Molea - interpretando i sentimenti di tutta l'Associazione (dalle società sportive di base agli organi dirigenti) - esprime profondo cordoglio alla famiglia di Gabriele Sandri, ucciso in un autogrill sull'autostrada A1 all'altezza di Arezzo mentre si recava a Milano per seguire la partita Inter - Lazio. L'AICS auspica che sia fatta piena luce su questa drammatica vicenda: la giustizia deve restituire all'opinione pubblica fiducia e credibilità nei confronti dei tutori dell'ordine. L'AICS ha sempre denunciato il teppismo che getta ombre inquietanti sul mondo del calcio dai tragici, recenti episodi di Ermanno Licursi in Calabria e Filippo Raciti in Sicilia alle farneticazioni dell'ACAB (All Cops Are Bastards - tutti i poliziotti sono bastardi). L'AICS rivolge una dura condanna verso le frange violente che inquinano lo spettacolo calcistico, ma non criminalizza una disciplina sportiva che ha dato lustro al blasone azzurro legittimando uno spazio nel costume e nella memoria dell'immaginario collettivo. In questo senso l'AICS esprime piena solidarietà al CONI per la vandalica devastazione del Palazzo H, icona insostituibile di storia e di valori per tutti gli sportivi italiani. L'AICS ritiene che, superati di gran lunga i livelli di guardia, si debbano individuare con fermezza e perseguire penalmente le minoranze facinorose nell'osservanza di leggi tanto enfatizzate e poco applicate. Gli striscioni ingiuriosi, i gesti vandalici, le aggressioni teppistiche sono la punta di un iceberg che affiora dalle acque mefitiche di cronici, ormai endemici processi degenerativi. Il disagio giovanile è l'immagine speculare di una patologia sociale ma la demagogia dei luoghi comuni deve, in questo caso, cedere il passo a concause endogene che affondano le radici all'interno del calcio (per esempio l'acquiescenza, che rasenta la connivenza, delle società calcistiche nei confronti delle proprie tifoserie). L'AICS sollecita anche una profonda riflessione sull'inadeguatezza strutturale di numerosi stadi, sul permissivismo dei tutori dell'ordine pubblico, sul ruolo dei media - per esempio le radio faziose - che esercitano un enorme ascendente sui giovani diventando insidiosi strumenti di persuasione occulta: atteggiamenti e linguaggi - prima tollerati, poi omologati - diventano linee di tendenza, codici comportamentali, modelli psico-sociali di massa. Si allarga sempre più la forbice fra lo sport "spettacolarizzato" e quello "praticato": un gap di valori, di partecipazione, di sana competizione immune dalle blandizie dello sponsor. E' la visione etica di una diversa qualità della vita, la condivisione di una corsa nel verde, la socialità di una pedalata domenicale, la partita di calcio dei pulcini sullo sterrato della borgata. Radicazione nel territorio, osservatorio permanente di problematiche emergenti dalle grandi aree di sensibilità sociale, emozioni vissute, relazioni consolidate nel tempo, abnegazione e gratuità di servizio nell'avviare migliaia di giovanissimi all'attività motoria: questa è la mission dell'AICS e degli altri enti di promozione sportiva che propongono una nuova cultura sportiva finalizzata ad educare e formare un prezioso patrimonio di risorse umane.
Per informazioni: tel. 06/42039431 - fax 06/42039421 - email: dn@aics.info
|